Unicità e Valore del “Vino Artigiano”

 
 
 
Tiziano Tomasi

Tiziano Tomasi

 
 

Negli ultimi due decenni si è assistito ad un cambio epocale nel mondo della viticoltura e dell’enologia italiana. Si è passati da una”coltura della vite” che produceva vini quasi esclusivamente per il consumo locale, ad una viticoltura indirizzata al mercato globale. Questo ha trasformato l’attività vitivinicola da settore prettamente artigianale qual era, dove l’arte di produrre era governata da regole locali tradizionali (con superfici, varietà, sistemi di allevamento, modi di conduzione e di produzione, quantità, tipicità e valori propri), ad uno più marcatamente industriale.

L’ industria viti-enologica ha assunto nuove regole, il suo mercato oggi è mondiale, il vino che si produce deve rispondere ad un gusto più internazionale e contemporaneo. Che il vino esprima la tipicità del territorio dove viene prodotto non è più considerato importante come una volta, ciò che conta oggi che è che soddisfi il gusto e le emozioni del consumatore globale!

"La mia Azienda crede ancora che il “buon Vino” sia frutto della capacità evocativa di un territorio unico, ineguagliabile, e della maestria dell’artigiano che trasforma quell’uva"

La viti-enologia industriale ha una memoria di breve termine, e fa della trasformazione continua e dell’indifferenza per le tradizioni locali la sua ragione d’essere: ma un approccio così omologante finisce per produrre vini privi di identità, e quindi incapaci di suscitare emozioni autentiche. 

La mia Azienda crede ancora che il “buon Vino” sia frutto della capacità evocativa di un territorio unico, ineguagliabile, e della maestria dell’artigiano che trasforma quell’uva. Tutto questo sottintende un ecosistema in equilibrio con la Natura, dove la qualità del vino si fonda sul rinnovo delle risorse e sulla capacità di mantenerle nel lungo periodo, per le future generazioni. Il territorio di cui il vino rappresentalo specchio, è stato e sarà sempre il legame ancestrale della nostra tradizione enologica. 

Personalmente sono convinto che il bisogno di alimentarsi, nell’uomo contemporaneo debba legarsi strettamente all’origine, e quindi al luogo dove l’alimento nasce, ma ancora di più all’etica e all’arte di chi lo produce.

Per questo credo che l’amore per la propria terra ed il proprio lavoro, le dimensioni aziendali a misura d’uomo,  il controllo della materia prima direttamente nel campo -  conoscenza e arte custodita da generazioni - possano fare la differenza per offrire all’amante del ”buon vino” quella garanzia di qualità, di origine e di etica salubrità che solo può dare un “vino artigianale” fatto a regola d’arte. 

 

 

Tiziano Tomasi