La mappa dei nostri vigneti - clicca sulla foto per accedere alla mappa su Google Maps

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Santa Margherita d'Ala, Vallagarina, Trento - La carta dei suoli - clicca sull'immagine per ingrandirla

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I vigneti

Oggi La Cadalora può contare su circa 12 ettari a vigneto, ubicati sulle più belle colline della conca di Santa Margherita. I vigneti sono collocati ad altezze varianti dai 350 ai 180 metri, e la scelta dei vitigni è stata fatta in base alla caratteristiche dei diversi suoli, formatisi in fasi successive per azione dei torrenti laterali. In alto, sui terreni più argillosi è stato piantato il Pinot nero; a mezza costa, i terreni di medio impasto e ben drenati si sono dimostrati ideali per vitigni bianchi come Pinot grigio, Chardonnay, Sauvignon e Traminer aromatico; infine, sui terreni argillosi che caratterizzano la base dei conoidi sono state messe a dimora varietà autoctone a bacca rossa come Marzemino e Casetta.

Numero delle piante per ettaro:

  • 6.000 viti/ettaro negli impianti a pergola semplice (varietà bianche)
  • 7.000 viti/ ettaro negli impianti a pergola doppia (varietà rosse)

Forma di allevamento: pergola trentina semplice e doppia modificata

Potatura della vite: tralcio rinnovato con 8-10 gemme per vite

Potatura verde: viene praticata in due momenti:

  • Il primo intervento avviene in presenza di germogli di 15-20 cm diradando i più deboli e i doppi germogli,
  • il secondo riguarda la sfogliatura delle foglie più vicine ai grappoli.

Diradamento dei grappoli: viene praticato a fine invaiatura, diradando i grappoli nella percentuale del 15-20 % della produzione totale della vite.

Lavorazione del terreno: inerbito

Vendemmia: viene praticata manualmente in momenti diversi, selezionando i grappoli sani e ben maturi. Solitamente ai primi di settembre si raccolgono il pinot nero e le varietà bianche, mentre verso la fine di settembre e i primi di ottobre si vendemmiano le varietà a bacca rossa. 

Produzione:  ettolitri/ ettaro 50-70 Hl/ha 

Enologo: Tiziano Tomasi

Agronomo: Rodolfo Tomasi


Le nostre uve

Pinot grigio

Nata da una mutazione genetica del Pinot Nero, quest’uva comparve in Vallagarina verso la fine dell’Ottocento, ma fu solo negli anni Cinquanta del secolo scorso che s’iniziò a coltivarla con il nome Rulander.

Coltivato in vigneti a mezza costa, produce in media 70-90 q.li/ha. 

Marzemino

Trentino o Veneto? Nessuno dei due: sembra infatti che l’origine di questo vitigno sia da ricercare nel Caucaso. Nella nostra regione comunque arrivò grazie alla dominazione veneziana, verso la fine del 1400, trovando nellaVallagarina e nella zona intorno a Rovereto il suo ambiente ideale.

Nell’area di Santa Margherita la sua coltivazione è sempre stata associata a quella del gelso e solo dagli anni Cinquanta si coltiva in coltura specializzata. Il nostro vigneto ha il nome del toponimo, San Valentino, e ci regala uve che pur dandoci un vino fresco profumato, molto piacevole, non sfigura nemmeno dopo 3-4 anni dalla vendemmia.

Sauvignon Blanc

Introdotta nella nostra area già verso la metà dell’Ottocento, è uno dei vitigni a bacca bianca più diffusi al mondo, che dà un vino con una spiccata impronta varietale. Nei nostri vigneti ha una resa di 80-90 q.li/ha

Gewürztraminer

E’ un’uva che fa parte di una famiglia di vitigni molto diffusa in zone di produzione d’influenza tedesca e alsaziana, e in Trentino è presente da sempre, ma solo nelle aree collinari più vocate, come appunto la nostra. La resa è in genere di 70 q.li/ha

Casetta

La storia di quest’uva è tanta interessante quanto generalmente poco nota: il nome sembra derivare da quello dei Casetta, una famiglia di Marani (fraz. di Ala) che l’ha sempre coltivata (per questo è nota anche come maranela). E’ una varietà molto antica, pre-fillosserica, che deriva da piante selvatiche e viene coltivato nella bassa Vallagarina da oltre 5 secoli: in passato era molto più diffusa di oggi, ma con l’avvento delle uve a bacca bianca e la fortuna di vini come il Pinot Grigio e lo Chardonnay col tempo venne abbandonato.

Fu solo nel 2000 che, grazie anche al lavoro di Tiziano presso l’Istituto di S.Michele all’Adige, si iniziò a recuperare le vecchie varietà del Trentino, come appunto l’uva Casetta. Un vitigno che però in famiglia Tomasi è sempre stato di casa, in virtù anche delle sue grandi capacità d’invecchiamento:  ogni volta che nasceva un figlio infatti, si metteva da parte una bottiglia di vino fatto con quest’uva, per stapparla nientemeno che il giorno del suo matrimonio. Il vigneto di Casetta si chiama Majere, e le sue piante di oltre settanta anni che crescono su un terreno calcareo-sassoso danno una resa di circa 60-70 q.li/ha.

Pinot Nero

E’ uno dei vitigni di origine francese più apprezzati al mondo, ma anche uno dei più difficili da coltivare e vinificare. Nella nostra regione è presente solo in poche aree, dato che a differenza di altre uve non si adatta facilmente alle condizioni ambientali che trova. Per questo abbiamo piantato il nostro Pinot Nero nella parte più alta dei nostri appezzamenti, dove il terreno è più argilloso che negli altri: il vigneto ci da’ una resa/ha di appena 60 quintali e si chiama Vignalet, da cui deriva ancheil nome del vino.

Chardonnay

E’ una delle uve internazionali più coltivate nel mondo, e in Trentino è presente dalla fine del XIX. Nella zona di Santa Margherita comparve negli anni Cinquanta ed era nota semplicemente come “Borgogna bianca”, a sottolineare la sua provenienza dalla nota zona di produzione francese.

I nostri vigneti si trovano nella stessa zona in cui crescono Pinot grigio, Gewürztraminer e Sauvignon, con una resa è di 80-90 q.li/ha a seconda delle annate.